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Motivazione, automotivazione e resilienza. Oltre gli ostacoli e le difficoltà

Intorno al concetto di motivazione esiste molto disorientamento. Poiché la nostra cultura ha smarrito il senso dell’impegno e delle volontà individuali, siamo portati a pensare la motivazione come qualcosa che dipende esclusivamente dalle condizioni esterne. Ci motivano sempre gli altri o le situazioni fuori da noi.

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In realtà essere automotivati non è una condizione eccezionale, rappresenta la norma per noi. O almeno dovrebbe rappresentare la norma. Tutti abbiamo delle motivazioni.

La MOTIVAZIONE INTRINSECA O AUTOMOTIVAZIONE, legata al piacere di sentirsi capaci ha una base biologica profonda. Questo tipo di spinta motivazionale genera più impegno di qualsiasi altra motivazione basata su rinforzi esterni.

La differenza tra gli individui sta nella loro capacità di farla durare a lungo nonostante ostacoli, difficoltà e problemi. La capacità di perseverare, di fare durare a lungo la motivazione, viene definita RESILIENZA.

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La resilienza non è un dono magico o sovranaturale: è una capacità cognitiva, cioè legata al modo con cui elaboriamo le informazioni e ci rapportiamo con la realtà. Può essere allenata ed accresciuta da tutti, in qualsiasi momento della vita. Ma richiede impegno e disciplina.

Non ci sono ricette miracolose.

La resilienza ha due anime: LA PERCEZIONE DI AUTOEFFICACIA + LA CAPACITÀ VOLIZIONALE.

Il senso di autoefficacia è sinonimo di senso di competenza: sentirsi autoefficace significa sentirsi adeguato o capace di raggiungere un dato obiettivo. Quando manca la convinzione di potercela fare, di poter superare gli ostacoli, la motivazione risulta debole e crolla alle prime difficoltà.

E’ la sindrome del “ tanto non ce la faro’ mai”

E’ possibile pero’ che una persona abbia un ottimo senso di autoefficacia per cui è certa di poter ottenere l’obiettivo prefissato, ma non ha voglia di affrontare la fatica necessaria, non ha voglia di affrontare sacrifici e di soffrire. In questo caso parliamo di “demotivazione” da bassa capacità volizionale cioè da scarsa volontà.

E’ la sindrome del “ ma chi me lo fa fare…non ne vale la pena…”

Lo sviluppo della resilienza e quindi della Automotivazione a livello individuale si ottiene

accrescendo entrambe le componenti: si puo’ incrementare il senso di autoefficacia e si

possono migliorare le capacità volizionali.

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Come farlo lo vedremo insieme nei prossimi post oppure contattaci via email !!


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